Qualifiche

Quali sono i requisiti necessari per lavorare in Italia?

Il più importante requisito per lavorare in Italia è saper parlare italiano.

Una volta superato questo scoglio dovreste stabilire se la vostra occupazione o le qualifiche professionali e l’esperienza che possedete possano essere riconosciute in Italia. Se non avete alcuna esperienza i datori di lavoro italiani esigono che i vostri studi siano adeguati al tipo di occupazione e esigono un livello piuttosto alto di esperienza.

Le qualificazioni professionali sono necessarie per lavorare nella maggior parte delle compagnie in Italia e i requisiti spesso sono anche necessari per svolgere un lavoro autonomo o iniziare un affare. Non è questione di appendere semplicemente il nome sulla porta e aspettare la folla di clienti che arrivi. A molti imprenditori e commercianti stranieri è richiesto di seguire un corso di lavoro prima che questi possano iniziare a lavorare in Italia.

Stando alle regole dell’Unione Europea, quando un professionista qualificato proveniente da un altro stato membro Europeo desidera seguire la sua carriera in Italia o in un altro stato membro, devono essere prese in considerazione tutte le qualifiche e le esperienze professionali. Se i diplomi conseguiti sono equivalenti a quelli richiesti dalla legislazione nazionale per lavorare in un campo specifico, allora un lavoratore qualificato è autorizzato a svolgere la propria professione.

L’Italia definisce i ruoli e le regole da essere seguiti quando si programma una pratica ed i diritti riguardanti i sindacati, le condizioni di lavoro ed i contratti dei lavoratori sono gli stessi come per i cittadini italiani. Dovreste fare la domanda all’ente professionale per la vostra professione per avere il permesso di avviare l’esercizio e per far riconoscere le vostre qualifiche.

In teoria, le qualifiche riconosciute dagli enti professionali in un paese dell’Unione Europea dovrebbero essere riconosciute in Italia. Tuttavia, il riconoscimento varia da Paese a Paese ed in alcuni casi, le qualifiche straniere non vengono riconosciute dai datori di lavoro o dalle associazioni professionali. Inoltre, tutte le qualifiche accademiche dovrebbero essere riconosciute sebbene possono essere considerate meno importanti rispetto alle equivalenti qualifiche italiane, in relazione al Paese ed al regolamento culturale.

Una direttiva proveniente dalla Corte Europea del 1992 dichiara che laddove le verifiche dell’Unione Europea siano di un simile standard con solo certe aree differenti, allora bisognerebbe richiedere agli individui di sostenere esami solo in quelle particolari aree. In alcuni campi e professioni dovreste dichiarare che abbiate praticato come lavoratori autonomi per un certo periodo di tempo, generalmente per cinque o sei anni.

Con lo scopo di avviare ed operare una pratica professionale, dovrete presentare (in italiano) un certificato di equivalenza col ministero in questione, dichiarando che le vostre qualifiche siano le stesse di quelle italiane. Dovrete inoltre presentare la prova che siate in grado di soddisfare le richieste riguardanti il carattere e la reputazione e non siete stati dichiarati bancarotta. Necessitate di un certificato di residenza, un documento di identità ed una prova di cittadinanza e, entro 30 giorni sarete informati riguardo all'eventuale bisogno di ulteriori documentazioni. In determinati casi, vi può essere richiesto di svolgere un test attitudinale od in casi eccezionali essere sottoposti ad un periodo di pratica che può durare fino a tre anni.

Il riconoscimento della qualifica vi dà il diritto di registrarvi negli elenchi professionali e di praticare la vostra professione in accordo alle esigenze dello stato italiano. Se tuttavia, la vostra professione non è una professione che viene regolata in Italia, non necessitate di richiedere il riconoscimento delle vostre qualifiche e potete iniziare a praticare alle stesse condizioni dei cittadini italiani.

L’Italia (ed altri stati dell’Unione Europea) deve riservare determinati posti per i propri concittadini se il lavoro richiede l’uso dei comandi conferiti dalla pubblica legge e per la salvaguardia degli interessi generali dello Stato e delle autorità locali, per esempio, il servizio diplomatico, la polizia, l’amministrazione della giustizia e le forze armate. Tuttavia, molti lavori del settore pubblico nell’area della sanità, educazione, l’approvvigionamento dei servizi commerciali e la ricerca di scopi civili sono aperti a tutti i cittadini dell’Unione Europea e non sono soggetti a restrizioni sulla nazionalità. L’accesso ai lavori del settore pubblico varia da Paese a Paese e dovreste quindi contattare le autorità italiane per informarvi circa i lavori specifici.

Tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea pubblicano pagine d’informazione sull’occupazione che contengono una descrizione dei lavori disponibili con le relative qulifiche necessarie. Queste coprono un gran numero di attività e servono per aiutare coloro che possiedono determinate qualifiche e a cercare un lavoro in un altro Paese dell’Unione Europea. Potete ottenere un confronto diretto consultando le qualifiche dell’Unione Europea e quelle riconosciute in Italia dalla filiale italiana della The National Academic Recognition Information Centre (NARIC). Per informazioni circa le qualifiche professionali ed accademiche in Italia contattare CIMEA, Fondazione RUI, Viale Ventuno Aprile, 36, 00162 Roma (Tel. 06-8632 1281) o la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Coordinamento Politiche Comunitarie, Via Giardino Theodoli, 66, 00186 Roma (Tel. 06-6779 5322).

In Inghilterra, informazioni circa le qualifiche accademiche possono essere ottenute dal NARIC, ECCTIS, Oriel House, Oriel Road, Cheltenham, Glos. GL 50 1XP (Tel. 01242-260010, www.naric.org.uk) e l’informazione circa il riconoscimento delle qualifiche professionali dal Department of Trade and Industry, DT1 Enquiry Unit, 1 Victoria Street, London SW1H OET (Tel. 020-7215 5000, www.dti.gov.uk). Potete anche controllare se le attività e le professioni sono ufficialmente riconosciute nel sito web dell’UE (http://citizens.eu.int).

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